lunedì 22 maggio 2017

Egapesen auton. Lettera aperta ai miei Sognatori

Cari picciutteddi,

è arrivato il momento di salutarci, ma non è un addio, solo un arrivederci. Tutto inizia e finisce, ciclicamente. È la vita. Il nostro rapporto, però, sopravviverà al suono dell'ultima campana. Io sarò per sempre il vostro professore e voi i miei "picciotti". Queste parole le ho volute mettere per iscritto affinché possiate rileggerle quando e se vi ricorderete di me. Verba volant, scripta manent!



Somnio ergo sum

Sono diventato insegnante perché ho lungamente inseguito il mio "sogno" e sono passati tanti anni dalla mia prima volta in una classe e i miei primi "Sognatori" sono tutti maggiorenni.

Sulla mia strada ho incontrato molti sguardi e a tal proposito mi viene in mente l'incontro tra Gesù e il giovane ricco. La frase greca egàpesen auton utilizzata nel Vangelo di Matteo lascia intendere più di un semplice “fissare”. Gesù, infatti, non guarda con superficialità il ragazzo, ma nella parte più profonda della sua anima. Occhi negli occhi, da cuore a cuore. “Fissatolo lo amò” è quindi quel momento in cui il nostro sguardo entra in contatto con il prossimo, nel profondo. E tutti, sin da bambini, abbiamo cercato e donato questo sguardo che ama incondizionatamente. A questo punto del mio percorso mi sono chiesto diverse volte: "Nel mezzo del cammin di nostra vita" quando e quanto ho saputo "fissare" nel profondo i miei studenti? A volte, perché non è semplice, perché non tutti sono pronti a lasciarsi accogliere dal nostro sguardo, perché non sempre la vita ti mette nelle condizioni di essere aperto al mistero di un adolescente in ricerca. 

Ogni anno ho incontrato oltre 400 adolesc[i]enti e non è un errore grammaticale, ma un gioco di parole che vuole esprimere un concetto: gli adolesc[i]enti sono in costante ricerca di risposte a domande non risolte sulla propria vita, sul mondo, su tutto. Bisognosi di comporre quel pezzo di puzzle che dice la verità su loro stessi. Il pezzo più difficile da incastrare quando si è estremamente fragili e in divenire. Nel pieno di quell'età in cui trovare il pezzo mancante e metterlo al posto giusto è difficile, ma non impossibile se qualche adulto si ricorda di essere segno e strumento di una bellezza tutta da modellare, ispirare.

L'arte di essere insegnanti vuol dire anche questo: essere specchio che riflette la luce di un'anima bellissima e immortale, quella di ogni studente e studentessa. É anche per questo che mi piace insegnare religione. Se avessi scelto di insegnare altro, italiano, ad esempio, avrei avuto più tempo da dedicare ad una singola classe, ma non avrei mai conosciuto tutti quei ragazzi che ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada. La sento scorrere nelle vene la passione per l'educazione, è un sogno. Per dirla come D'Avenia: "Solo quando l'uomo ha fede in ciò che è al di sopra della sua portata - questo è un sogno - l'umanità fa quei passi in avanti che l'aiutano a credere in se stessa."

Somnio ergo sum (sogno dunque sono), per me non è solo una bella frase ispirata ad un celebre filosofo, ma una convinzione che ho coltivato negli anni in cui erano in pochi a credere sarei riuscito a realizzarli quasi tutti (quasi perché ne ho ancora tanti da realizzare). Perciò colorate il mondo con i vostri sogni.



Cercare l'infinito...

Sin da subito ho cercato di conoscervi uno ad uno senza mai considerarvi un numero, viste le mie tante classi, ma mi sono impegnato a comprendervi senza riserve.

Ho provato a farvi capire che tutto questo c'entra con la vita di tutti i giorni, che vi aiuterà a capire meglio il mondo e voi stessi, che insomma ne vale la pena stare ad ascoltare questo professore giovane e sognatore. Ho cercato di dimostrarvi giorno dopo giorno che è tutto vero, che sono stato e sarò per voi il mediatore di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che io possiedo e voglio regalarvi. Ho cercato in tutti i modi di aiutarvi a scovare i vostri talenti, le vostre passioni, i vostri sogni. Mi sono impegnato a non nascondervi le battaglie e ho speso tutto me stesso per rendervi forti per poterle affrontare ricordandovi, molto spesso, che dopo una salita c'è sempre una discesa e che nella vita la differenza sostanziale tra la scelta semplice di esistere stando fermi e quella complicata di vivere mettendosi in cammino verso nuovi orizzonti è sempre nelle scelte che facciamo. Nella nostra capacità di vedere nelle ferite un segno di intimità con il divino. Imparando a guardare alla ferita che possiamo subire durante la strada come ad una feritoia, un'apertura tra il finito e l'infinito.



Prof. RH Plus 

Inizialmente, qualcuno non mi ha capito, altri hanno pensato che fossi pazzo, altri ancora non capivano perché fare religione era diventato così diverso; c'era poi chi non faceva religione, scappava al mio arrivo e alla fine ha fatto di tutto per restare in classe. 

Ho cercato di farvi amare la mia materia e di non renderla solo un'ora di svago e perdita di tempo, fuori e dentro l'aula. Usando anche quei piccoli ritagli di tempo libero per aggiornarmi, studiare, sperimentare e portare in classe attività sempre nuove, attraenti, utili affinché questa diventasse per voi una materia “di-versa” che dall'aula scolastica si proiettasse all'esterno. Alla vita "polverosa" e bellissima insieme dove può capitare, citando Dante, di ritrovarsi  «per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita» e dove cercare e trovare il proprio Virgilio: «colui da cu' io tolsi lo bello stilo che m'ha fatto onore.» Colui che avrebbe potuto aiutarvi a scoprire "Ciò che inferno non é".

Sicuramente avrei potuto fare di meglio, ma vi assicuro che ogni mio gesto, proposta, arrabbiatura, errore sono stati fatti mettendo sempre voi al primo posto. Detto ciò farò tesoro dei miei errori per cercare di migliorare come insegnante e come uomo.



L'infinito oltre la siepe...

Dal prossimo anno, come scrive Dante, "Incipit vita nova". Inizia una nuova vita e spero che questo nuovo inizio sarà come un mosaico colorato, bellissimo, in continua evoluzione.

Ho solo alcuni piccoli consigli per voi, gli ultimi.

Amate, amatevi. Amate voi stessi e tutto ciò che fate e farete nella vostra vita. Amate, perché solo l'amore può salvarci. Amate nonostante la complessità di un mondo che corre veloce senza sosta, senza meta e che impone ritmi infernali. Amate anche quando intorno a voi troverete persone che badano più alla forma che alla sostanza, siate autentici. Amate, davvero, nonostante i rapporti "liquidi" di questo scorcio di secolo fatto più di connessioni virtuali che di relazioni reali, spontanee, vere. Amate i vostri sogni nonostante il futuro incerto, amateli anche quando la vita vi sbatterà la sua porta in faccia e non temete, perché ad ogni porta sbarrata si schiuderà di fronte a voi quella bellezza che vi farà dire che ne è valsa la pena. Picciutteddi miei, ricordatelo sempre: solo l'amore muove il sole e le altre stelle.

Abbiate fiducia in voi stessi e non abbiate paura. Certo è normale avere "paura della paura" a 13 anni. Paura per il vortice di emozioni che si vivono a quell'età bellissima e contraddittoria insieme. La paura per gli spasmi di un'anima che urla il bisogno di risposte alle domande. In continua tensione tra un oggi e un non ancora. Un'anima in disordine come la camera che senza quel calzino che non salta fuori non sarebbe la stessa. Come le domande a cui noi adulti, a volte, stentiamo o non vogliamo dare risposte.

Ragazzi miei, la paura è quello stato che ci permette di vederci estremamente fragili, indifesi. Allo stesso tempo, però, porta con sé la consapevolezza di essere in cammino verso qualcosa di straordinario. È per questo che dovete guardarla in faccia la paura. Bisogna impedire che vi calpesti, vi attraversi. Mettersi di traverso e non lasciarla passare. Scoprirete qualcosa di meraviglioso. La capacità di raggiungere ciò che avevate paura di fare, perché se un sogno è il vostro trasformerete in realtà ciò che vi impediva di uscire fuori a guardare le stelle.



Ricordatevi ogni giorno che siete infinito e che la vostra anima é sacra. Che nessuno ha il diritto di privarvi di ciò a cui ogni uomo aspira nel corso della propria vita: ricercare la felicità.

A voi, adolescenti, con il futuro tutto da inventare dico: farete cose grandi.

Siete unici ed irripetibili. Pensateci, credeteci. Siate rivoluzionari, abbiate il coraggio di osare. Siate folli. Scegliete di vivere ogni giorno quel fresco profumo di libertà che porta alla felicità.

Buona vita miei Sognatori!

Paci, amuri e biddizzi!

Prof.RH Plus

Maggio 2017

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